sabato 17 agosto 2019
venerdì 16 agosto 2019
Tenuta Uccellina di Russi in Borghi d'Europa
I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa avevano conosciuto la Tenuta Uccellina
di Russi nel corso di alcune degustazioni a Milano.
Un ottimo burson, il bianco Rambèla (anche nella versione spumantizzata),avevano portato
i vagabondi del gusto a Russi.
Così è nato il progetto 'Borghi d'Europa in Romagna, a Russi', con il Patrocinio della Civica
Amministrazione e la tappa di 'Millanta,sulle tracce di Luigi Veronelli' in luglio.
Ci racconta Hermes Rusticali :
di Russi nel corso di alcune degustazioni a Milano.
Un ottimo burson, il bianco Rambèla (anche nella versione spumantizzata),avevano portato
i vagabondi del gusto a Russi.
Così è nato il progetto 'Borghi d'Europa in Romagna, a Russi', con il Patrocinio della Civica
Amministrazione e la tappa di 'Millanta,sulle tracce di Luigi Veronelli' in luglio.
Ci racconta Hermes Rusticali :
domenica 11 agosto 2019
sabato 3 agosto 2019
Borghi d'Europa a Colloredo di Monte Albano, alla Trattoria da Vico
di informazione nella zona del Friuli Collinare.
Dopo la partecipazione a 'Pizza Lab', evento organizzato dall'Antico Molino F.lli Persello,
i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno realizzato una giornata di visite e interviste
a Colloredo di Monte Albano, per costruire una 'via del gusto' vissuta direttamente nel territorio.
Il Patrocinio della Civica Amministrazione ha accompagnato l'iniziativa che ha conosciuto anche due momenti di 'sosta' : l'incontro- conferenza alla Trattoria da Vico a Caporiacco e la partecipazione (sempre alla Trattoria da Vico) a Bianco e Rosso,degustazione di vini e prodotti tipici friulani.
L'incontro è servito anche per annunciare i prossimi appuntamenti a Colloredo di Monte Albano,
ove si riunirà in autunno la rete delle Terre di Collina Collinando e prenderà il via la campagna di educazione alimentare in Friuli Viaggio dentro la Vita, realizzata in collaborazione con il Molino
Persello.

domenica 28 luglio 2019
I vini di Gori all 'Osteria il Mulino di Zoppola
Daniele Lecinni è un oste 'scosceso', dal carattere impegnativo, ma che sa il fatto suo : una cucina
di alto profilo e scelte enoiche meditate e mai banali, costituiscono il 'tesoretto' del suo locale.
Così,fra una intervista e l'altra, ecco lo chardonnay di casa Gori.
"Vitigno internazionale che trova in regione un habitat adatto, che lo eleva ad uno dei più continui e caratteristici vini bianchi friulani.
Ha ottima capacità di invecchiamento soprattutto se ben affinato in
legno.All’occhio è giallo paglierino limpido e profondo. Al naso
colpisce per la sua eleganza e caratteristiche note di lievito, crosta di pane e con sentori floreali.In bocca risulta raffinato, intenso
con sentori di fiori d’acacia e glicine. Sapido in bocca grazie alla sua
piacevolezza richiama altra beva, chiudendo al palato con un eleganza
fruttata all’albicocca e mela matura. Si accompagna a minestre e paste
con verdure, zuppe di pesce e torte salate di verdure."
Niente da aggiungere.
L’antico mulino di Zoppola faceva parte del possedimento della famiglia Panciera in Borgo Castello, uno dei più suggestivi per la storia della cittadina friulana.
Oggi, questo antico mulino è di Daniele Lecinni, 38 anni, a molti noto per aver gestito per più di dieci anni - nel cuore di Pordenone - il ristorante “Al teston”. Daniele è tornato a casa, nella sua terra d’origine, ristrutturando quello che era un mulino vecchio ed abbandonato e inaugurandolo nel dicembre del 2018 dopo un restauro durato oltre sei anni, che ha ridato vista ad uno dei simboli di Zoppola.
“Ho la fortuna” – racconta Daniele– “di lavorare con una gran bella e giovane squadra. In cucina lo Chef Daniele Flebus fonde tradizione e innovazione per stupire i nostri ospiti con piatti sempre sorprendenti. Luciano Tomasini mi affianca, invece, nella scelta dei vini, dove le bollicine sono preferite: da quelle locali, a quelle degli spumanti e degli champagne. Senza dimenticare il personale che ci aiuta in cucina e in sala con grande dedizione”.
martedì 11 giugno 2019
UN BIGLIETTO DA VISITA VERAMENTE COMPLETO PER I RISTORANTI.
Quante volte passando davanti ad un ristorante abbiamo
pensato: “L’aspetto è bello, ma che cosa
vi si mangerà? E sarà buono?”
Per rispondere a queste domande è nato Sluurpy, un'applicazione - per web e per mobile, che non solo
pubblica i menù originali di più di
100.000 locali, come ci assicura l’inventore Simone Giovannini, giovane
bolognese che nel 2013 ha avuto l’ispirazione, assieme a suo fratello, di dar
vita, a questo sito.
"Eravamo ancora studenti, dovevamo ordinare una pizza da asporto e siamo
andati in confusione quando ci siamo resi conto che non avevamo il menù e
quindi non sapevamo che cosa chiedere, se non la solita Margherita” - ci racconta.
Dall'aver dimenticato la pizza preferita dell'asporto
sotto casa al notare che la impossibilità di consultare a proprio piacimento il
menu di un locale fosse effettivamente un problema, il passo è stato breve.
"Inizialmente
la nostra idea era quella di digitalizzare i menu di tutti i take-away d'Italia-
prosegue
Simone – facendo così un servizio per i
fuori sede, per gli studenti, ma anche per i professionisti single che molto
spesso non hanno tempo o voglia di cucinare.
Abbiamo pensato di coinvolgere, per sviluppare il progetto, la stessa platea alla quale volevamo rivolgerci inizialmente: gli studenti, ed abbiamo creato una specie di gioco.
Abbiamo pensato di coinvolgere, per sviluppare il progetto, la stessa platea alla quale volevamo rivolgerci inizialmente: gli studenti, ed abbiamo creato una specie di gioco.
In ogni grande
città italiana sono nati dei gruppi di studenti, delle vere e proprie squadre,
che si sono sfidate a chi raccoglieva il maggior numero di menù.
Facendo leva su
temi come allegria e convivialità, oltre che la sana competizione, siamo
riusciti a portare a casa i primi 8 000 menu, ma la cosa più entusiasmante è
che questo gioco con il passaparola si è diffuso in tutte le parti d’Italia. Abbiamo
capito di aver raggiunto il nostro scopo quando abbiamo visto che per una sorta
di “viralità"; molti ristoranti, rendendosi conto di quello che stava
succedendo, della nascita di un nuovo attore del sistema, hanno cominciato ad
inviare autonomamente i loro menu, così come hanno fatto utenti anonimi,
segnalando magari quello del proprio ristorante preferito.
Come dicevo in
quattro anni circa, siamo arrivati a oltre 100.000
menu, tra le scannerizzazioni dei cartacei e le trasposizioni online dei
digitali, ed anche l’audience è entusiasmante: - 1.800.000 di utenti unici registrati alla newsletter
Avete previsto anche degli aggiornamenti stagionali? -
"Certamente - mi risponde- anzi, molto spesso sono gli stessi ristoranti a mandarci i menu
aggiornati. Stiamo però studiando un modo per poter aumentare l'automatismo di
questo progetto, e allo stesso tempo siamo quasi al varo di un
"bollino" che certifichi i menu più aggiornati per segnalare
all'utente da quanto tempo è stata inserita la nuova carta".
Ma l’aspetto più importante di questo progetto, a cui gli
ideatori tengono particolarmente, è che il servizio offerto a Ristoranti,
Pizzerie e Take-away è totalmente
gratuito ed è diventato poi così trasversale da unire le rosticcerie ai
ristoranti stellati in un regime di assoluta democrazia, dove a farla da
padrone è appunto il menu.
"Questa democrazia- ci spiega Simone- non sempre è stata apprezzata, soprattutto dai ristoranti stellati o
comunque di un certo livello, che non gradivano di essere messi accanto alla
rosticceria o al kebab di turno. Per questo abbiamo escogitato lo
Sluurpometro, un nome che ricorda indici di gradimento da programmi tv
anni '90, ma che in realtà non è altro che un algoritmo. La sua
funzione è settorializzare; ovvero per ogni ristorante scandagliare il web alla
ricerca di ogni informazione e recensione, unendo poi queste informazioni in
un'unica scheda prima, e in un unico voto poi. Un voto che nasce però non mettendo
sullo stesso piano Tripadvisor e la Guida Michelin, ma parametrando
l'importanza di ogni opinione, creando così un voto complessivo che tenga conto
dello spessore differente delle varie fonti".
Quante volte passando davanti ad un ristorante abbiamo pensato: “L’aspetto è bello, ma che cosa vi si mangerà? E sarà buono?” Per rispondere a queste domande è nato Sluurpy, un'applicazione - per web e per mobile, che non solo pubblica i menù originali di più di 100.000 locali, come ci assicura l’inventore Simone Giovannini, giovane bolognese che nel 2013 ha avuto l’ispirazione, assieme a suo fratello, di dar vita, a questo sito. "Eravamo ancora studenti, dovevamo ordinare una pizza da asporto e siamo andati in confusione quando ci siamo resi conto che non avevamo il menù e quindi non sapevamo che cosa chiedere, se non la solita Margherita” - ci racconta. Dall'aver dimenticato la pizza preferita dell'asporto sotto casa al notare che la impossibilità di consultare a proprio piacimento il menu di un locale fosse effettivamente un problema, il passo è stato breve. "Inizialmente la nostra idea era quella di digitalizzare i menu di tutti i take-away d'Italia- prosegue Simone – facendo così un servizio per i fuori sede, per gli studenti, ma anche per i professionisti single che molto spesso non hanno tempo o voglia di cucinare. Abbiamo pensato di coinvolgere, per sviluppare il progetto, la stessa platea alla quale volevamo rivolgerci inizialmente: gli studenti, ed abbiamo creato una specie di gioco. In ogni grande città italiana sono nati dei gruppi di studenti, delle vere e proprie squadre, che si sono sfidate a chi raccoglieva il maggior numero di menù. Facendo leva su temi come allegria e convivialità, oltre che la sana competizione, siamo riusciti a portare a casa i primi 8 000 menu, ma la cosa più entusiasmante è che questo gioco con il passaparola si è diffuso in tutte le parti d’Italia. Abbiamo capito di aver raggiunto il nostro scopo quando abbiamo visto che per una sorta di “viralità"; molti ristoranti, rendendosi conto di quello che stava succedendo, della nascita di un nuovo attore del sistema, hanno cominciato ad inviare autonomamente i loro menu, così come hanno fatto utenti anonimi, segnalando magari quello del proprio ristorante preferito. Come dicevo in quattro anni circa, siamo arrivati a oltre 100.000 menu, tra le scannerizzazioni dei cartacei e le trasposizioni online dei digitali, ed anche l’audience è entusiasmante: - 1.800.000 di utenti unici registrati alla newsletter Avete previsto anche degli aggiornamenti stagionali? - "Certamente - mi risponde- anzi, molto spesso sono gli stessi ristoranti a mandarci i menu aggiornati. Stiamo però studiando un modo per poter aumentare l'automatismo di questo progetto, e allo stesso tempo siamo quasi al varo di un "bollino" che certifichi i menu più aggiornati per segnalare all'utente da quanto tempo è stata inserita la nuova carta". Ma l’aspetto più importante di questo progetto, a cui gli ideatori tengono particolarmente, è che il servizio offerto a Ristoranti, Pizzerie e Take-away è totalmente gratuito ed è diventato poi così trasversale da unire le rosticcerie ai ristoranti stellati in un regime di assoluta democrazia, dove a farla da padrone è appunto il menu. "Questa democrazia- ci spiega Simone- non sempre è stata apprezzata, soprattutto dai ristoranti stellati o comunque di un certo livello, che non gradivano di essere messi accanto alla rosticceria o al kebab di turno. Per questo abbiamo escogitato lo Sluurpometro, un nome che ricorda indici di gradimento da programmi tv anni '90, ma che in realtà non è altro che un algoritmo. La sua funzione è settorializzare; ovvero per ogni ristorante scandagliare il web alla ricerca di ogni informazione e recensione, unendo poi queste informazioni in un'unica scheda prima, e in un unico voto poi. Un voto che nasce però non mettendo sullo stesso piano Tripadvisor e la Guida Michelin, ma parametrando l'importanza di ogni opinione, creando così un voto complessivo che tenga conto dello spessore differente delle varie fonti". Gianluigi Pagano
Quante volte passando davanti ad un ristorante abbiamo
pensato: “L’aspetto è bello, ma che cosa
vi si mangerà? E sarà buono?”
Per rispondere a queste domande è nato Sluurpy, un'applicazione - per web e per mobile, che non solo
pubblica i menù originali di più di
100.000 locali, come ci assicura l’inventore Simone Giovannini, giovane
bolognese che nel 2013 ha avuto l’ispirazione, assieme a suo fratello, di dar
vita, a questo sito.
"Eravamo ancora studenti, dovevamo ordinare una pizza da asporto e siamo
andati in confusione quando ci siamo resi conto che non avevamo il menù e
quindi non sapevamo che cosa chiedere, se non la solita Margherita” - ci racconta.
Dall'aver dimenticato la pizza preferita dell'asporto
sotto casa al notare che la impossibilità di consultare a proprio piacimento il
menu di un locale fosse effettivamente un problema, il passo è stato breve.
"Inizialmente
la nostra idea era quella di digitalizzare i menu di tutti i take-away d'Italia-
prosegue
Simone – facendo così un servizio per i
fuori sede, per gli studenti, ma anche per i professionisti single che molto
spesso non hanno tempo o voglia di cucinare.
Abbiamo pensato di coinvolgere, per sviluppare il progetto, la stessa platea alla quale volevamo rivolgerci inizialmente: gli studenti, ed abbiamo creato una specie di gioco.
Abbiamo pensato di coinvolgere, per sviluppare il progetto, la stessa platea alla quale volevamo rivolgerci inizialmente: gli studenti, ed abbiamo creato una specie di gioco.
In ogni grande
città italiana sono nati dei gruppi di studenti, delle vere e proprie squadre,
che si sono sfidate a chi raccoglieva il maggior numero di menù.
Facendo leva su
temi come allegria e convivialità, oltre che la sana competizione, siamo
riusciti a portare a casa i primi 8 000 menu, ma la cosa più entusiasmante è
che questo gioco con il passaparola si è diffuso in tutte le parti d’Italia. Abbiamo
capito di aver raggiunto il nostro scopo quando abbiamo visto che per una sorta
di “viralità"; molti ristoranti, rendendosi conto di quello che stava
succedendo, della nascita di un nuovo attore del sistema, hanno cominciato ad
inviare autonomamente i loro menu, così come hanno fatto utenti anonimi,
segnalando magari quello del proprio ristorante preferito.
Come dicevo in
quattro anni circa, siamo arrivati a oltre 100.000
menu, tra le scannerizzazioni dei cartacei e le trasposizioni online dei
digitali, ed anche l’audience è entusiasmante: - 1.800.000 di utenti unici registrati alla newsletter
Avete previsto anche degli aggiornamenti stagionali? -
"Certamente - mi risponde- anzi, molto spesso sono gli stessi ristoranti a mandarci i menu
aggiornati. Stiamo però studiando un modo per poter aumentare l'automatismo di
questo progetto, e allo stesso tempo siamo quasi al varo di un
"bollino" che certifichi i menu più aggiornati per segnalare
all'utente da quanto tempo è stata inserita la nuova carta".
Ma l’aspetto più importante di questo progetto, a cui gli
ideatori tengono particolarmente, è che il servizio offerto a Ristoranti,
Pizzerie e Take-away è totalmente
gratuito ed è diventato poi così trasversale da unire le rosticcerie ai
ristoranti stellati in un regime di assoluta democrazia, dove a farla da
padrone è appunto il menu.
"Questa democrazia- ci spiega Simone- non sempre è stata apprezzata, soprattutto dai ristoranti stellati o
comunque di un certo livello, che non gradivano di essere messi accanto alla
rosticceria o al kebab di turno. Per questo abbiamo escogitato lo
Sluurpometro, un nome che ricorda indici di gradimento da programmi tv
anni '90, ma che in realtà non è altro che un algoritmo. La sua
funzione è settorializzare; ovvero per ogni ristorante scandagliare il web alla
ricerca di ogni informazione e recensione, unendo poi queste informazioni in
un'unica scheda prima, e in un unico voto poi. Un voto che nasce però non mettendo
sullo stesso piano Tripadvisor e la Guida Michelin, ma parametrando
l'importanza di ogni opinione, creando così un voto complessivo che tenga conto
dello spessore differente delle varie fonti".
Gianluigi Pagano
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